pelle estate

Se in estate la tua pelle ti sembra improvvisamente perfetta… aspetta settembre

Estate.

La pelle è dorata, il colorito sembra più uniforme, le piccole imperfezioni si notano meno e persino quella zona che normalmente non ci convince tanto sembra improvvisamente più bella.

Ci guardiamo allo specchio e pensiamo:

“Ecco! Il sole mi fa benissimo.”

E poi arriva settembre.

La pelle comincia a sembrare più spessa, ruvida, disidratata. Compaiono nuove macchie, il colorito perde luminosità e, per chi ha una pelle impura, possono tornare brufoli e comedoni tutti insieme.

E a quel punto la domanda è inevitabile:

“Ma come? In vacanza avevo una pelle bellissima!”

Il problema è che quello che vediamo in superficie non sempre racconta tutto quello che sta succedendo alla nostra pelle.

L’abbronzatura è un bellissimo filtro naturale… ma resta un filtro

Diciamocelo: con un po’ di colore ci vediamo spesso tutti meglio.

L’abbronzatura rende visivamente il colorito più uniforme, attenua il contrasto di alcune discromie e può rendere meno evidenti piccoli capillari e imperfezioni.

Ma questo miglioramento estetico non significa necessariamente che la pelle sia realmente in condizioni migliori.

Mentre noi ammiriamo il nostro colorito dorato, infatti, la pelle sta affrontando sole, caldo, sudore, vento, sale, cloro, aria condizionata e cambiamenti nella normale routine quotidiana.

Una bella maratona, insomma.

Cosa succede alla pelle quando prende molto sole?

La pelle possiede dei sistemi naturali di difesa e, quando viene esposta ai raggi UV, mette in atto diversi meccanismi per proteggersi.

Tra questi c’è la produzione di melanina, responsabile dell’abbronzatura, ma l’esposizione solare può anche favorire un ispessimento dello strato corneo, la parte più superficiale dell’epidermide.

A questo aggiungiamo caldo, sudorazione, bagni frequenti, sale e cloro: il risultato può essere una pelle che, progressivamente, perde acqua e altera il proprio equilibrio.

Magari allo specchio non ce ne accorgiamo subito.

Ma la pelle sì.

Pelle abbronzata non significa pelle idratata

Questo è uno degli equivoci più frequenti.

Una pelle può avere un bellissimo colore ed essere contemporaneamente disidratata.

Anzi, dopo settimane di esposizione solare può iniziare a presentarsi più ruvida, meno elastica e con una grana meno uniforme.

Per questo durante l’estate è importante non concentrarsi soltanto sulla protezione solare, ma continuare anche a detergere delicatamente e a restituire alla pelle idratazione e comfort.

La crema doposole non dovrebbe essere quella cosa che ricordiamo di avere comprato soltanto quando iniziamo a spellarci.

E le pelli impure? Il grande inganno dell’estate

Qui arriva uno dei fenomeni più interessanti.

Chi ha una pelle grassa, impura o a tendenza acneica spesso durante le vacanze ci dice:

“Il mare mi fa benissimo. Mi asciuga tutti i brufoli!”

Ed effettivamente può sembrare così.

Sole, mare e abbronzatura possono inizialmente rendere le imperfezioni meno evidenti. Alcune lesioni possono apparire più asciutte e il colorito più uniforme maschera visivamente rossori e segni.

Il problema è che “asciugare” un brufolo non significa aver risolto ciò che lo ha provocato.

L’effetto rebound: la sorpresa che nessuno aveva ordinato

Durante l’estate la pelle può reagire alle aggressioni esterne aumentando il proprio ispessimento superficiale.

In una pelle predisposta alle impurità, questo può contribuire a ostacolare la normale fuoriuscita del sebo.

Per qualche settimana sembra andare tutto meravigliosamente.

Poi l’abbronzatura diminuisce, la pelle inizia a rinnovarsi e quello che si era accumulato sotto la superficie può diventare più evidente.

Ed ecco comparire il famoso effetto rebound del rientro: aumento di comedoni, punti neri e imperfezioni.

Quindi no: il sole non è una cura per l’acne.

E soprattutto non bisognerebbe cercare volontariamente di “seccare” le imperfezioni esponendosi senza protezione.

Anche le macchie possono aspettare settembre per farsi vedere

C’è poi un altro piccolo regalo che il sole può lasciarci.

Le discromie.

Durante l’abbronzatura alcune differenze di colore possono essere meno evidenti, ma l’esposizione UV stimola la produzione di melanina e può contribuire alla comparsa o all’intensificazione di macchie cutanee.

Questo vale ancora di più quando esponiamo al sole zone infiammate o lesionate, come un brufolo appena schiacciato, oppure una pelle recentemente sottoposta a trattamenti aggressivi.

Il conto, ancora una volta, può arrivare quando l’abbronzatura comincia a sbiadire.

Il peggior errore? Tornare dalle vacanze e dichiarare guerra alla pelle

A settembre ci guardiamo allo specchio.

Pelle spessa? Scrub.

Brufoli? Acidi.

Macchie? Un altro prodotto.

Disidratazione? Aggiungiamo un siero.

E nel giro di quattro giorni il bagno sembra una profumeria e la barriera cutanea chiede ufficialmente asilo politico. ?

Dopo l’estate, invece, la pelle va prima di tutto osservata.

Una pelle disidratata avrà esigenze diverse da una pelle ispessita.

Una pelle con impurità richiederà un approccio diverso da una pelle sensibilizzata.

E una macchia non si tratta semplicemente acquistando il primo prodotto “schiarente” visto online.

Prima di fare, bisogna capire.

Settembre non deve essere un pronto soccorso beauty

Ed è proprio per questo che durante le vacanze vale la pena mantenere quelle poche buone abitudini di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo.

Protezione solare utilizzata correttamente.

Detersione.

Idratazione.

Niente accanimento cosmetico.

Non possiamo impedire alla pelle di cambiare con le stagioni, ma possiamo evitare di arrivare al rientro dovendo ricostruire tutto da zero.

E se a settembre la pelle ci presenta comunque il conto?

Niente panico.

Prima la guardiamo, capiamo di cosa ha realmente bisogno e poi costruiamo il percorso giusto.

Perché il vero segreto non è arrivare a settembre con una pelle perfetta.

È non affidare il recupero al caso.

Estate.

La pelle è dorata, il colorito sembra più uniforme, le piccole imperfezioni si notano meno e persino quella zona che normalmente non ci convince tanto sembra improvvisamente più bella.

Ci guardiamo allo specchio e pensiamo:

“Ecco! Il sole mi fa benissimo.”

E poi arriva settembre.

La pelle comincia a sembrare più spessa, ruvida, disidratata. Compaiono nuove macchie, il colorito perde luminosità e, per chi ha una pelle impura, possono tornare brufoli e comedoni tutti insieme.

E a quel punto la domanda è inevitabile:

“Ma come? In vacanza avevo una pelle bellissima!”

Il problema è che quello che vediamo in superficie non sempre racconta tutto quello che sta succedendo alla nostra pelle.

L’abbronzatura è un bellissimo filtro naturale… ma resta un filtro

Diciamocelo: con un po’ di colore ci vediamo spesso tutti meglio.

L’abbronzatura rende visivamente il colorito più uniforme, attenua il contrasto di alcune discromie e può rendere meno evidenti piccoli capillari e imperfezioni.

Ma questo miglioramento estetico non significa necessariamente che la pelle sia realmente in condizioni migliori.

Mentre noi ammiriamo il nostro colorito dorato, infatti, la pelle sta affrontando sole, caldo, sudore, vento, sale, cloro, aria condizionata e cambiamenti nella normale routine quotidiana.

Una bella maratona, insomma.

Cosa succede alla pelle quando prende molto sole?

La pelle possiede dei sistemi naturali di difesa e, quando viene esposta ai raggi UV, mette in atto diversi meccanismi per proteggersi.

Tra questi c’è la produzione di melanina, responsabile dell’abbronzatura, ma l’esposizione solare può anche favorire un ispessimento dello strato corneo, la parte più superficiale dell’epidermide.

A questo aggiungiamo caldo, sudorazione, bagni frequenti, sale e cloro: il risultato può essere una pelle che, progressivamente, perde acqua e altera il proprio equilibrio.

Magari allo specchio non ce ne accorgiamo subito.

Ma la pelle sì.

Pelle abbronzata non significa pelle idratata

Questo è uno degli equivoci più frequenti.

Una pelle può avere un bellissimo colore ed essere contemporaneamente disidratata.

Anzi, dopo settimane di esposizione solare può iniziare a presentarsi più ruvida, meno elastica e con una grana meno uniforme.

Per questo durante l’estate è importante non concentrarsi soltanto sulla protezione solare, ma continuare anche a detergere delicatamente e a restituire alla pelle idratazione e comfort.

La crema doposole non dovrebbe essere quella cosa che ricordiamo di avere comprato soltanto quando iniziamo a spellarci.

E le pelli impure? Il grande inganno dell’estate

Qui arriva uno dei fenomeni più interessanti.

Chi ha una pelle grassa, impura o a tendenza acneica spesso durante le vacanze ci dice:

“Il mare mi fa benissimo. Mi asciuga tutti i brufoli!”

Ed effettivamente può sembrare così.

Sole, mare e abbronzatura possono inizialmente rendere le imperfezioni meno evidenti. Alcune lesioni possono apparire più asciutte e il colorito più uniforme maschera visivamente rossori e segni.

Il problema è che “asciugare” un brufolo non significa aver risolto ciò che lo ha provocato.

L’effetto rebound: la sorpresa che nessuno aveva ordinato

Durante l’estate la pelle può reagire alle aggressioni esterne aumentando il proprio ispessimento superficiale.

In una pelle predisposta alle impurità, questo può contribuire a ostacolare la normale fuoriuscita del sebo.

Per qualche settimana sembra andare tutto meravigliosamente.

Poi l’abbronzatura diminuisce, la pelle inizia a rinnovarsi e quello che si era accumulato sotto la superficie può diventare più evidente.

Ed ecco comparire il famoso effetto rebound del rientro: aumento di comedoni, punti neri e imperfezioni.

Quindi no: il sole non è una cura per l’acne.

E soprattutto non bisognerebbe cercare volontariamente di “seccare” le imperfezioni esponendosi senza protezione.

Anche le macchie possono aspettare settembre per farsi vedere

C’è poi un altro piccolo regalo che il sole può lasciarci.

Le discromie.

Durante l’abbronzatura alcune differenze di colore possono essere meno evidenti, ma l’esposizione UV stimola la produzione di melanina e può contribuire alla comparsa o all’intensificazione di macchie cutanee.

Questo vale ancora di più quando esponiamo al sole zone infiammate o lesionate, come un brufolo appena schiacciato, oppure una pelle recentemente sottoposta a trattamenti aggressivi.

Il conto, ancora una volta, può arrivare quando l’abbronzatura comincia a sbiadire.

Il peggior errore? Tornare dalle vacanze e dichiarare guerra alla pelle

A settembre ci guardiamo allo specchio.

Pelle spessa? Scrub.

Brufoli? Acidi.

Macchie? Un altro prodotto.

Disidratazione? Aggiungiamo un siero.

E nel giro di quattro giorni il bagno sembra una profumeria e la barriera cutanea chiede ufficialmente asilo politico. ?

Dopo l’estate, invece, la pelle va prima di tutto osservata.

Una pelle disidratata avrà esigenze diverse da una pelle ispessita.

Una pelle con impurità richiederà un approccio diverso da una pelle sensibilizzata.

E una macchia non si tratta semplicemente acquistando il primo prodotto “schiarente” visto online.

Prima di fare, bisogna capire.

Settembre non deve essere un pronto soccorso beauty

Ed è proprio per questo che durante le vacanze vale la pena mantenere quelle poche buone abitudini di cui abbiamo parlato nel nostro precedente articolo.

Protezione solare utilizzata correttamente.

Detersione.

Idratazione.

Niente accanimento cosmetico.

Non possiamo impedire alla pelle di cambiare con le stagioni, ma possiamo evitare di arrivare al rientro dovendo ricostruire tutto da zero.

E se a settembre la pelle ci presenta comunque il conto?

Niente panico.

Prima la guardiamo, capiamo di cosa ha realmente bisogno e poi costruiamo il percorso giusto.

Perché il vero segreto non è arrivare a settembre con una pelle perfetta.

È non affidare il recupero al caso.